Capitolo 7. Da RAG agli agenti AI
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La definizione di agente software è emersa per la prima volta nei campi dell'IA distribuita e dell'informatica negli anni '70 e '80. Un concetto fondamentale era il Modello Attore di Carl Hewitt, proposto per la prima volta nel 1973, che definiva componenti autonomi e interattivi (“Attori”) che comunicano tramite lo scambio asincrono di messaggi.
Sebbene all’inizio non fossero chiamati esplicitamente “agenti”, gli Actors incarnavano i principi fondamentali di autonomia e funzionamento concorrente. Negli anni '80, i ricercatori usavano il termine "agente" per descrivere un'entità software con caratteristiche specifiche: era autonoma (controllava le proprie azioni), aveva abilità "sociali" (poteva interagire con altri agenti), era reattiva (rispondeva al suo ambiente) ed era proattiva (prendeva l'iniziativa per raggiungere i propri obiettivi). Questi primi agenti nacquero dal campo dell’IA simbolica, operando su regole “codificate a mano” e inferenze logiche all’interno di ambienti altamente strutturati e limitati.
Gli anni '90 sono diventati l'"era degli agenti intelligenti", in cui questi concetti sono stati formalizzati e messi in pratica. Uno sviluppo chiave è stato il modello Belief-Desire-Intention (BDI), un'architettura che ha dato agli agenti una struttura di ragionamento più simile a quella umana. Un ...
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